Quest'anno nei primi tre giorni di inscrizioni abbiamo raggiunto un numero spropositato di domande: 129 signore ci hanno chiesto di frequentare la nostra scuola. Per lo spazio bimbi, che ha una capienza massima di 20 piccoli, abbiamo ricevuto 55 domande, e quindi ne dovremo rifiutare più di trenta.

E' una situazione bruttissima perchè chi ha un figlio piccolo al seguito non può certo frequentare altri corsi di lingua italiana, e quindi questo rifiuto spesso significa ritardare almeno di un anno l'apprendimento della lingua italiana.

La nostra realtà, da piccola che era, sta ingrandendosi sempre di più e questo è certamente un grande successo e motivo di orgoglio, ma nello stesso tempo accresce il lavoro organizzativo e le difficoltà interne. Fino ad ora siamo sempre riuscite a discutere tutte insieme per ogni decisione, ma ultimamente queste riunioni diventano sempre più lunghe.

Dovendo scegliere dei criteri per accettare o meno le iscrizioni oscilliamo fra il desiderio di portare a termien i percorsi iniziati con le allieve degli scorsi anni o offrire il nostron supporto a signore che non ne hanno mai beneficiato. Non sono decisioni facili. Al termine del primo triennio di vita ci siamo quindi fermate a riflettere su cosa deve essere ITAMA: un percorso scolastico fino alla certificazione B1 o un servizio di accoglienza per chi non sa comunicare? Vogliamo crescere ulteriormente, cercando nuove volontarie per aumentare l'offerta in termini di classi e di giorni scolastici o preferiamo rimanere una realtà piccola?

A maggioranza ci siamo dette che preferiamo rimanere piccole, lavorare solo su 2 giorni, e portare le nostre allieve all'esame A2. Nessuna di noi più dedicare a questo progetto più tempo ed energie di quanto stia facendo ora. Noi di ITAMA siamo tutte volontarie e il tempo dedicato a questa attività non può fagocitare quello dedicato a lavoro, famiglia, noi stesse.

Così è, almeno per ora, per il futuro si vedrà.

Certo, se nascesse un'associazione gemella, se trovassimo volontarie disposte a prendersi cura dei piccoli al Tempo per le famiglie, se le istituzioni ci venissero incontro, se, se, se... noi potremmo continuare a lavorare a titolo gratuito con più serenità e maggior soddisfazione.