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Giovedì 13 novembre, Donata, Luisa ed io abbiamo partecipato al convegno Dopo Mare Nostrum. Quale accoglienza, quale protezione per i richiedenti asilo? organizzato dalla Caritas Ambrosiana.
L'obiettivo di questo convegno era spiegare che cosa cambierà con il termine della missione Mare Nostrum che, dal 1 novembre, è stata sostituita da Triton, "più modesta missione europea, finalizzata non primariamente al soccorso in mare dei migranti, ma all'obiettivo della 'lotta al traffico di esseri umani': l'etichetta con cui sempre più spesso si criminalizzano questi viaggi della speranza".

Maurizio Ambrosini (Università degli Studi di Milano, direttore della rivista "Mondi migranti) ha fornito dati eloquenti sui rifugiati in Italia e in Europea e sui costi dell'accoglienza.

Carlotta Sami (portavoce UNHCR pr il Sud Europa) ha spiegato "Come cambia il soccorso e la protezione in mare dei richiedenti asilo".

L'avv. Livio Neri (Associazione Avvocati per niente) ha fornito informazioni sulla legislazione italiana riguardante l'asilo.

L'incontro è stato veramente interessante, ci sono state fornite informazioni che ci consentono finalmente di ribattere dati alla mano alle solite affermazioni "I rifugiati ci stanno invadendo", "I rifugiati rubano il lavoro a noi italiani", "I rifugiati vengono tutti in Italia" "I rifugiati portano malattie" e altre ancora.

Abbiamo ascoltato interventi molto interessanti di una donna medico che ha lavorato sulle navi che partecipavano alla missione Mare Nostrum e di ragazzi giovani che hanno operato in vari modi per l'accoglienza dei siriani.

L'incontro era aperto a tutta la cittadinanza, ma mi è parso di capire che in sala erano presenti soprattutto operatori di diverse associazioni e studenti Universitari, comunque cittadini coinvolti in prima persona in questa problematica.

La mia riflessione è questa. Sarebbe auspicabile che quello che noi abbiamo sentito giungesse "alle orecchie" di tutti i cittadini, che incontri analoghi si tenessero nelle scuole e, perché no, nelle piazze o in luoghi pubblici di quartieri come il nostro dove il problema "immigrazione" incide fortemente sulla vita quotidiana di tutti, italiani e stranieri, dove il clima di ostilità si sta facendo sempre più pesante.

Chi desiderasse dare un'occhiata alla cartella stampa del congresso, la chieda a me, Donata o Stefania.

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"I pregi delle democrazie liberali non consistono nel potere di chiudere le proprie frontiere, bensì nella capacità di prestare ascolto alle richieste di coloro che, per qualcunque ragione, bussano alle porte" (S. Benhabib, 2005:223)