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Nei mesi di febbraio e marzo, due volontarie ITAMA hanno partecipato al progetto “Parole di mamma” della LILT insieme a due insegnanti volontarie di Binari, un’altra scuola di italiano per stranieri facente parte come noi di Rete Scuole Senza Permesso (RSSP).

Il progetto è nato quando la Dott.ssa Massimino, primario del reparto di Pediatria Oncologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori, ha fatto rilevare le difficoltà di comunicazione con i genitori di bambini stranieri ricoverati o che frequentavano l’ambulatorio a loro riservato e ha chiesto alla Lilt di attivarsi per provare a risolvere questo problema. La Lilt si è quindi rivolta a RSSP e dalla collaborazione tra queste due associazioni è nato il progetto “Parole di mamma”, un progetto di formazione destinato appunto ai volontari LILT già operanti all’interno dell’Istituto disposti ad aggiungere alle loro competenze anche quella dell’insegnamento dell’italiano ai genitori dei piccoli pazienti stranieri.

 

La prima fase del progetto, da poco conclusa, ci ha visto impegnate in 3 incontri con i volontari in cui abbiamo cercato di trasmettere loro i concetti fondamentali riguardanti l’insegnamento dell’italiano L2 a un gruppo di utenti molto particolare, in un ambiente atipico quale quello ospedaliero, con tempi e spazi ovviamente molto diversi da quelli di una classe.

Prossimamente, vi saranno dei momenti di affiancamento dei volontari LILT da parte di noi insegnanti e probabilmente qualche altro incontro per un riscontro/verifica reciproco che possa essere utile a tutti noi che abbiamo preso parte a questo progetto.

Credo che la parola d’ordine di questa iniziativa sia stata “novità”. Novità per l’Istituto dei Tumori e i suoi operatori, novità per i volontari LILT, novità per me e Stella che ci siamo messe alla prova con entusiasmo in questa “avventura” inizialmente dai contorni un po’ sfocati, ma che ha preso forma a mano a mano che si procedeva nel lavoro di gruppo.

Preparare le presentazioni e il materiale per gli incontri è stato a volte faticoso e ha richiesto un considerevole impegno di tempo. Ma abbiamo trovato gratificante trasmettere ad altri le conoscenze che noi abbiamo acquisito negli anni in Itama ed è stato entusiasmante imparare ancora una volta “facendo” e confrontandosi con volontari ed operatori di in un settore diverso dal nostro.

Vi terremo informati sugli sviluppi.

Stay Tuned J

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