Il progetto

gita ITAMA 2016Ogni anno completiamo il lavoro prettamente scolastico con una gita. Quest'anno la nostra destinazione è stata un quartiere di Milano che si è recentemente rinnovato. Abbiamo approfittato della nuova metropolitana e siamo scese a Isola, abbiamo fatto un giro in Corso Como, abbiamo visitato la chiesa di Santa Maria Incoronata, del 1484. Abbiamo visto piazza Gae Aulenti, la Torre Unicredit, il grattacielo Bosco Verticale.

La nostra guida Laura (una delle prime volontarie di ITAMA) ha spiegato edifici e stili: in tutte le classi si era affrontato l'argomento e introdotto il lessico appropriato per descrivere gli edifici: dalle case di ringhiera ai grattacieli. Il giardino di La Stecca ci ha ospitato con le nostre merende al sacco.

Per fortuna questa volta il meteo ci ha favorito e il sole di maggio ha fatto il suo dovere illuminando e riscaldando questa nostra buffa comitiva.

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ITAMA utilizza per la sua attività i locali di una scuola pubblica. Questa scuola fa parte dell'Istituto Comprnsivo Calasanzio, che da anni non ha un dirigente scolastico e quindi è affidato a Reggenti, Dirigenti che assommano questa nuova responsabilità all'incarico normale.
Considerata la situazione in cui versa la scuola italiana, non è il modo migliore per fare funzionare l'isituto.

Finalmente a novembre nell'istituto è arrivato un Dirigente di ruolo che si può dedicare "soltanto" al nostro istituto (parliamo di 3 scuole primarie, una scuola secondaria e la scuola speciale ospitata nel Don Gnocchi, mica una scuola sola!).

Così la nsotra presenza a scuola è stata normata non più dalla semplice presenza del nostro progetto nel POF di istituto, come avveniva da quando abbiamo iniziato, ma, essendo l'anno già iniziato, da una convenzione che il Cosoglio di Zona 7 ha stipulato per noi e le altre associazioni che utilizzano gli stessi spazi negli stessi orari. Mettere nero su bianco aiuta a distribuire meglio compiti e responsabilità, conoscere le regole ci permette di sapere come muoverci.

Grazie a tutti gli attori di questo processo!

Per quanto ci riguarda possiamo solo sperare che i locali ci vengano concessi anche per i prossimi anni, in modo da poter continuare la nostra scuola.

Non è facile lavorare in una associazione di volontariato: essere volontari in ITAMA significa fare parte di un gruppo.
Ci sono dei vantaggi indiscutibili: l'unione fa la forza, il lavoro di un gruppo ha un impatto maggiore della somma delle azioni di singoli benefattori, le responsabilità e le fatiche sono suddivise,

Ma è anche vero che il volontario affronta dei problemi che il singolo benefattore non ha: nel gruppo di lavoro non è detto che tutti siano simpatici, eppure bisogna coordinare la propria azione con quella altrui e imparare a convivere civilmente. Bisogna poi essere certi che il senso della propria azione coincida con la direzione perseguita dalla associazione. Soprattutto il volontario deve imparare a pensare se stesso non come singolo ma come parte di un gruppo.

Altrimenti è facile fare più male che bene, e perderci le penne.

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Abbiamo analizzato le iscrizioni 2015 e questi sono i primi risultati : (clicca sulla prima immagine per visualizzare la presentazione a dimensione leggibile)

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Oggi è stato il primo giorno di scuola per le 87 signore neo iscritte alla nostra scuola di italiano. Come tutti gli anni è stato un po' caotico, soprattutto a causa dell'enorme differenza fra il numero dei bambini iscritti allo spazio bimbi e il numero dei posti disponibili. Ogni anno è uno strazio: i bambini presi sono pochissimi e  sono più di 30 signore che non potranno seguire i corsi perchè non sanno a chi lasciare i loro bambini per venire a lezione.

Per me è proprio un fallimento: perchè sarebbe bellissimo che le madri imparassero a parlare l'italiano insieme ai loro bambini. Sarebbe più giusto, perchè quando quei bimbi andranno a scuola impareranno la nostra lingua meglio delle loro madri e quindi si creerà la prima frattura fra il mondo familiare e la società in cui quella famiglia vive.

Per le madri sarà più difficile mantenere l'autorevolezza e la credibilità su cui si fonda il ruolo genitoriale.Spesso si troveranno a dover chiedere ai loro figli il significato di una cultura che non è quella che conoscono. Il percorso del genitore e del bambino diventa molto più difficile.

Ogni anno noi volontarie ci chiediamo se non sarebbe meglio aprire una classe in meno e uno spazio bimbi in più. Ma mutileremmo l'offerta formativa e comunque non riusciremmo a risolvere il problema, che è molto più grande di noi.

A Milano non solo i nidi ma anche le scuole di infanzia hanno liste di attesa lunghe: ci sono tantissimi bambini che ne sono esclusi, privati di un momento di crescita importante, e tantissime madri che devono rinunciare completamente alla loro libertà. E' grave per le famiglie italiane, ma forse è ancora più grave per chi perde anni preziosi per la propria integrazione.

Non ho una soluzione per tutti. Per aiutare le signore straniere però non si può contare solo sul volontariato: basterebbe arricchire il servizio del Tempo per le famiglie con degli insegnanti di italiano e dei mediatori culturali, e magari offrirlo anche all'interno delle scuole.

CARTELLO ISCRIZIONII bambini vanno già a scuola e fra qualche giorno riapre anche la scuola per le loro mamme.

ITAMA offre lezioni di italiano a tutte le signore straniere, le lezioni sono il mercoledì e il venerdì mattina, dalle 9,30 alle 11,30. Bisogna iscriversi a inizio anno (23 e 25 settembre 2015), non si può venire a lezione senza essersi iscritte.

Non si paga nulla, ma ci si deve impegnare a rispettare gli orari, a venire a lezione, ad avvisare se proprio non si riesce a venire. Anche le volontarie si prendono lo stesso impegno: chi insegna deve essere presente sia il mercoledì che il venerdì, chi tiene i bambini può anche scegliere un giorno soltanto alla settimana.

Vi aspettiamo tutte, allieve e volontarie, vecchie e nuove.

Oggi, martedì 5 maggio 2015, per la prima volta assistiamo a questa semplice e breve, e tuttavia significativa, cerimonia: il conferimento della cittadinanza italiana a una persona immigrata.
Saadia, allieva della classe blu, arriva in Comune trafelata, appena un minuto prima dell’appuntamento (la manifestazione oggi ha in qualche modo rallentato i mezzi), accompagnata dalle figlie e da un’amica.
Viene ricevuta in una stanza piccola, ma accogliente, da un funzionario del Comune, con fascia tricolore, che recita la formula di rito e cede poi la parola alla nostra amica. 

Saadia, palpitante ed emozionata, giura di rispettare la Costituzione e le leggi della nostra Repubblica. Poche semplici parole, dense però di significato e di valore.
Alla fine ci stringiamo in un abbraccio ricco di commozione. A dire il vero, non sapremmo dire se fossimo più emozionate noi o Saadia!
Il tempo di scattare qualche foto e di berci un caffè insieme, ed è tutto finito.

Quest’oggi è stata una di quelle occasioni in cui ci siamo sentite orgogliose delle nostre allieve e ripagate dei nostri sforzi: nello sguardo raggiante di Saadia c’è tutto l’orgoglio per essere diventata cittadina italiana, per essersi conquistata un diritto che per molti di noi è banalmente scontato.

Beatrice e Susanna - Classe Blu

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