Il progetto

Oggi in classe Blu eravamo in pochissime: Susanna ed io con 4 alunne, giovani donne musulmane, donne volenterose che parlano e capiscono l'italiano ancora con qualche difficoltà.

Non sapevamo se parlare o no di quanto sta accadendo in Francia. Eravamo titubanti. Alla fine ci abbiamo provato. L'argomento ha suscitato interesse. Il vocabolario delle signore è ancora piuttosto limitato, non è facile parlare di argomenti così complessi e delicati. Ma ci siamo intese, come sempre.

Tutte insistevano nel dire che questi attentatori non sono musulmani, che loro li condannano, che questa non è la loro religione e neanche quella dei loro mariti, dei loro figli e dei loro famigliari. E non lo facevano per compiacere noi insegnanti, ve lo assicuro. Quando vogliono sostenere le loro idee, lo fanno con forza, con le poche parole che conoscono sanno bene come farci capire che cosa pensano. Per fortuna, loro e nostra.

Essendo in poche ed essendosi creato questo clima di intimità, abbiamo pensato di andare insieme al bar vicino alla scuola a prendere un caffè tra amiche.

Tornate in classe, io, Susanna e Sayeda abbiamo preparato due fogli. Su uno abbiamo scritto "NOT IN OUR NAME"  e sull'altro Sayeda ha scritto la traduzione in arabo.

Ora sono affissi sulla porta della classe Blu di ITAMA: IMG-20150109-WA0001

 

Arrivo presto al Centro San Fedele e i posti liberi sono tanti, ma i ragazzi sono già lì seduti in prima fila. Scoprirò poi che sono studenti con le loro insegnanti, rigorosamente sulla sinistra quelli delle elementari e sulla fila di destra quelli delle superiori.

Si dà inizio al seminario “Alla stessa tavola” organizzato dal centro COME per festeggiare i vent’anni della sua fondazione.

Scopro con immenso piacere che COME non è un acronimo né una sigla ma semplicemente l’avverbio che significa in quale modo. Già COME riuscire a comunicare?, COME facilitare l’inserimento?, COME dare una mano agli immigrati? E’ proprio talmente semplice che abituati come siamo a complicarci la vita non ci avevo pensato!

Dopo una breve introduzione salgono sul palco 5 bambini con la maestra per raccontarci una fiaba. Hanno dieci anni e sono di tre diverse classi quinte. Vengono da Filippine, Ecuador, Cina. Sono in Italia da neanche un anno.

Siccome si parla di cibo, la storia racconta di altrettanti animali che vogliono raggiungere la luna per assaggiarla, ognuno certo che abbia il sapore del suo cibo preferito. Ogni bambina e bambino interpreta la propria parte benissimo, senza accenti linguistici particolari, sembra che l’italiano sia la loro madrelingua. Sono deliziosi.

Più avanti saranno sul palco gli studenti delle superiori - diciassettenni anche loro in Italia da circa un anno – che ci racconteranno le ricette del loro paese, ricette speciali come il seco di pollo dell’Ecuador, che la nonna preparava sempre quando c’era una ricorrenza particolare, e anche qui ogni tanto la mamma lo cucina, e gli spaghetti alla filippina, preparati con la carne trita e i wurstel con una bella aggiunta di coriandolo.

Scopriamo poi anche gli aneddoti e i modi di dire legati al cibo, come “salvare capra e cavoli” – la conoscete la storia del barcaiolo che va da una riva all’altra? –

Tra gli ospiti ci sono anche le M’ama food – rifugiate politiche specializzate nel catering – che ci hanno portato le loro ricette, una dal Togo e una dal Senegal.      

Ho trovato assolutamente divertente la senegalese, che per spiegarci la sua ricetta è arrivata con un bel cestino che conteneva il peperone, la melanzana, la zucchina, l’aglio, il riso basmati e mentre ci raccontava ci mostrava gli ingredienti, esattamente come facciamo noi a scuola con le principianti, ci presentiamo con le mele, le noci, le caramelle per dare alle parole la massima tangibilità e infatti così se ne ricordano e imparano.

Anche noi pensiamo ogni giorno a COME insegnare l’italiano alle nostre mamme, in modo divertente per loro e anche per noi e credo proprio che ci riusciamo.

Alla fine ci hanno preparato un bel buffet, con panini, tramezzini e salatini. Io ho bevuto solo un caffé perché in realtà avevo voglia di falafel, couscous, seco di pollo…

itamaDomenica 14 Dicembre 2014 nelle pagine di La Repubblica Milano c'è un articolo a firma di Benedetta Guerriero su ITAMA italianopermamme !

Speriamo che a questa notorietà ci porti nuove volontarie e magari faccia nascere un'altra scuola di italiano da qualche altra parte.

Leggi l'articolo online: premessa e articolo o scarica la versione pdf

 

Lunedì 24 novembre il TG1 ha parlato della scuola che ci ospita: c'è anche qualche fotogramma delle nostre lezioni (il servizio parte al minuto 30.30)

 

Giovedì 13 novembre, Donata, Luisa ed io abbiamo partecipato al convegno Dopo Mare Nostrum. Quale accoglienza, quale protezione per i richiedenti asilo? organizzato dalla Caritas Ambrosiana.
L'obiettivo di questo convegno era spiegare che cosa cambierà con il termine della missione Mare Nostrum che, dal 1 novembre, è stata sostituita da Triton, "più modesta missione europea, finalizzata non primariamente al soccorso in mare dei migranti, ma all'obiettivo della 'lotta al traffico di esseri umani': l'etichetta con cui sempre più spesso si criminalizzano questi viaggi della speranza".

Maurizio Ambrosini (Università degli Studi di Milano, direttore della rivista "Mondi migranti) ha fornito dati eloquenti sui rifugiati in Italia e in Europea e sui costi dell'accoglienza.

Carlotta Sami (portavoce UNHCR pr il Sud Europa) ha spiegato "Come cambia il soccorso e la protezione in mare dei richiedenti asilo".

L'avv. Livio Neri (Associazione Avvocati per niente) ha fornito informazioni sulla legislazione italiana riguardante l'asilo.

L'incontro è stato veramente interessante, ci sono state fornite informazioni che ci consentono finalmente di ribattere dati alla mano alle solite affermazioni "I rifugiati ci stanno invadendo", "I rifugiati rubano il lavoro a noi italiani", "I rifugiati vengono tutti in Italia" "I rifugiati portano malattie" e altre ancora.

Abbiamo ascoltato interventi molto interessanti di una donna medico che ha lavorato sulle navi che partecipavano alla missione Mare Nostrum e di ragazzi giovani che hanno operato in vari modi per l'accoglienza dei siriani.

L'incontro era aperto a tutta la cittadinanza, ma mi è parso di capire che in sala erano presenti soprattutto operatori di diverse associazioni e studenti Universitari, comunque cittadini coinvolti in prima persona in questa problematica.

La mia riflessione è questa. Sarebbe auspicabile che quello che noi abbiamo sentito giungesse "alle orecchie" di tutti i cittadini, che incontri analoghi si tenessero nelle scuole e, perché no, nelle piazze o in luoghi pubblici di quartieri come il nostro dove il problema "immigrazione" incide fortemente sulla vita quotidiana di tutti, italiani e stranieri, dove il clima di ostilità si sta facendo sempre più pesante.

Chi desiderasse dare un'occhiata alla cartella stampa del congresso, la chieda a me, Donata o Stefania.

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"I pregi delle democrazie liberali non consistono nel potere di chiudere le proprie frontiere, bensì nella capacità di prestare ascolto alle richieste di coloro che, per qualcunque ragione, bussano alle porte" (S. Benhabib, 2005:223)

 

Oggi primo giorno di scuola per le nuove iscritte. Quest'anno sono 109 le signore che vogliono imparare l'italiano, ma circa la metà ha bambini piccoli. Noi abbiamo spazio solo per 20 bambini.
Come ogni anno anche oggi c'è stata una grande confusione, ritardatarie che avrebbero voluto iscriversi oggi, iscritte che non si sono presentate, richieste di una piccola eccezione e come ogni anno pianti.

I pianti sono la cosa più difficile da affrontare. Perchè lo so che detto così sembra una cosa stupida: piangere perchè non puoi frequentare la scuola di italiano non sembra azione degna di una donna adulta.
Ma non è affatto stupido voler capire la lingua del Paese che ti ospita, anzi la legge stessa dice che puoi rimanere in Italia solo se ti impegni a impararne lingue e cultura.

Peccato la legge si sia dimenticata di istituire corsi appositi e che io sappia non esistono corsi istituzionali pensati per le donne con figli piccoli, scuole che le allieve possano frequentare sicure che i loro bambini siano accuditi.
Noi abbiamo copiato l'idea da Mamme a scuola, che è un'altra associazione di volontariato.

Ogni anno questo primo giorno mi fa paura, perchè so che dovrò dire di no a un sacco di persone e che questo no limiterà il loro benessere o perlomeno lo allontanerà nel tempo.
Ma ITAMA è solo volontariato, facciamo la nostra parte. Non possiamo prendere tutti i bambini perchè significherebbe rischiare che si facciano male, non possiamo fare un'eccezione alle regole perchè facilitare una signora vuol dire pestare i diritti dell'altra.

Devo continuare a dirmelo, mentre parlo con le signore escluse, quando rifiuto lo strappo alla regola, quando nego l'iscrizione alla signora in lacrime: non possiamo salvare il mondo, non abbiamo questo potere e, per fortuna, neanche quella responsabilità.

Possiamo fare del nostro meglio e sperare che anche altri facciano la loro parte.
Possiamo essere felici della collaborazione offerta dalle vecchie allieve che vengono ad aiutarci (Mariam e Kadija grazie! ), possiamo offrire il te alla mamma che è svenuta quando ha saputo che la sua bambina era stata presa nello spazio bimbi, indirizzare ad altri servizi chi non si è iscritta in tempo e poi fare del nostro meglio per tutto questo prossimo anno scolastico.

Buon lavoro ITAMA!

ABBIAMO BISOGNO DI VOLONTARIE NELLO SPAZIO BIMBI!

saraconbimbiirriAbbiamo ricevuto molte iscrizioni  di  mamme con figli piccoli ma attualmente non abbiamo modo di accogliere i loro bambini. In genere queste mamme sono sole, e non possono certo pagare una baby sitter, quindi sappiamo che rifiutare il posto nello spazio bimbi significa togliere loro l'opportunità di imparare l'italiano, di pensare per 4 ore alla settimana a loro stesse.

Il volontariato nello spazio bimbi significa consolare i piccoli disperati per il primo distacco della loro vita, ma significa anche risatine e abbandoni...

Venerdì 26 settembre le nostre ex alunne che hanno superato l'esame CILS A2 si sono iscritte alla scuola di lingue straniere di viale Murillo. Durante tutto l'anno si prepareranno per sostenere l'esame CILS B1. Le lezioni inizieranno il 15 Ottobre: eravamo tutte così emozionate che ci siamo dimenticate di scattare qualche fotografia.... ma potete riconoscerle in quelle che avevamo scattato a maggio, quando le avevamo accompagnate a conoscere struttura e insegnanti.

Noi volontarie di ITAMA l'anno scorso abbiamo deciso di limitare la nostra azione, portando le nostre alunne fino al conseguimento dell'A2. Ma non volevamo 'abbandonare' le nostre alunne più brave. Abbiamo così interpellato le istituzioni trovando supporto nella persona del dott. Minoia, Direttore Centrale Politiche Sociali Comune di Milano', che ci ha messo in contatto con il Centro Formazione Murillo, dove le nostre ex allieve troveranno una scuola di più ampio respiro, con insegnanti professioniste.

Senza nulla togliere alle capacità di chi fa volontariato, ci sembra in questo modo di indirizzarle verso una partecipazione più attiva alla cittadinanza, di aiutarle a fare parte della società senza limitarle in un ambiente protetto che ormai non è più necessario.

Buon anno ragazze, fatevi onore (e ogni tanto venite a trovarci!).