Il progetto

Arrivate a febbraio abbiamo provato a tirare le fila, e fare un po' di conti: chi sono le nostre utenti, da dove vengono, quanti figli hanno etc etc.

Il risultato potete vederlo in questa presentazione

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Quest'anno la formazione che ci regala Tiziana ha riguardato la relazione con le nostre utenti.

Abbiamo riflettuto sul senso di responsabilità, l'impegno, la soddisfazione personale e la situazione nostra e quella dei nostri utenti. Abbiamo parlato delle idee dominanti in ITAMA, del confronto, delle diverse visioni. Abbiamo scoperto che per trovare la soluzione è meglio non focalizzarsi sul problema.

Ma più che ciò che abbiamo fatto è importante quel che abbiamo provato, ciò che è passato 'attraverso la pancia'.

Ma, anche se dalla foto si nota appena, abbiamo veramente lavorato su ciò che ci lega le une alle altre!

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In conclusione voglio ringraziare Tiziana che ci ha regalato la giornata malgrado non fosse proprio in forma, Clelia che ci ha ospitato tutte, il ristorante Trotter che ci ha cibato e tutte le volontarie che si sono messe in gioco ancora una volta.

 

 

Il Comune di Milano ha censito le scuole di italiano per stranieri presenti sul suo territorio. Si può cercare quella più vicina, quella gratuita, quella che fa lezione nei giorni e negli orari che preferisci, quella che offre proprio il tuo livello.

Basta andare sul sito http://milano.italianostranieri.org/

Per saperne di più leggi l'articolo

Quest'anno facciamo a tutti gli auguri con l'albero di Natale preparato nella classe verde, dove si studia l'alfabeto italiano. Per qualche allieva è il primo incontro con la scrittura: non è facile scoprire questo meccanismo quando si è gà adulti, e si tratta anche di una lingua diversa dalla propria.

Ma le nostre allieve sono tenaci e molto motivate, tanto quando le loro insegnanti. E la storia di ITAMA ci insegna che l'impresa è possibile, che prima o poi si passa nella classe successiva e si arriva a padroneggiare questi strani segni sul foglio!

La parola impossibile la scusa di chi non vuole provarci!

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Il centro di formazione Fleming si è dotato di un sito dove si possono controllare i vari corsi offerti. Ma se nessuno dei corsi ti soddisfa, puoi rivolgerti, sempre lì, allo Sportello Accoglienza che ti darà informazioni ed eventualmente un aiuto per un orientamento al lavoro.

Il centro è in via Fleming 15, a Milano.

Uno dei vantaggi del volontariato è che ti sprona a imparare cose nuove.

Ho conosciuto Reka lo scorso anno in occasione degli incontri di formazione organizzati all'interno del progetto intreccidiscuole, e quell'incontro era stato tanto sconvolgente e mi aveva insegnato così tanto che mi sembrava assurdo che le altre volontarie di ITAMA se lo perdessero.
E così il 4 ottobre ci siamo regalate questo incontro di formazione, dedicando del tempo a imparare per poter poi accogliere meglio le nostre utenti.

Non voglio rivelare il metodo di Reka, non voglio rovinare ad altri la sorpresa di un incontro di formazione di così grande impatto. Dico solo che è uno di quei casi in cui si impara più con la pancia che con la testa, e che per questo motivo non si scorda più.

E basta guardare le facce delle mie colleghe volontarie per capire che anche per loro è stata un'esperienza che non dimenticheranno facilmente.

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Quest'anno nei primi tre giorni di inscrizioni abbiamo raggiunto un numero spropositato di domande: 129 signore ci hanno chiesto di frequentare la nostra scuola. Per lo spazio bimbi, che ha una capienza massima di 20 piccoli, abbiamo ricevuto 55 domande, e quindi ne dovremo rifiutare più di trenta.

E' una situazione bruttissima perchè chi ha un figlio piccolo al seguito non può certo frequentare altri corsi di lingua italiana, e quindi questo rifiuto spesso significa ritardare almeno di un anno l'apprendimento della lingua italiana.

La nostra realtà, da piccola che era, sta ingrandendosi sempre di più e questo è certamente un grande successo e motivo di orgoglio, ma nello stesso tempo accresce il lavoro organizzativo e le difficoltà interne. Fino ad ora siamo sempre riuscite a discutere tutte insieme per ogni decisione, ma ultimamente queste riunioni diventano sempre più lunghe.

Dovendo scegliere dei criteri per accettare o meno le iscrizioni oscilliamo fra il desiderio di portare a termien i percorsi iniziati con le allieve degli scorsi anni o offrire il nostron supporto a signore che non ne hanno mai beneficiato. Non sono decisioni facili. Al termine del primo triennio di vita ci siamo quindi fermate a riflettere su cosa deve essere ITAMA: un percorso scolastico fino alla certificazione B1 o un servizio di accoglienza per chi non sa comunicare? Vogliamo crescere ulteriormente, cercando nuove volontarie per aumentare l'offerta in termini di classi e di giorni scolastici o preferiamo rimanere una realtà piccola?

A maggioranza ci siamo dette che preferiamo rimanere piccole, lavorare solo su 2 giorni, e portare le nostre allieve all'esame A2. Nessuna di noi più dedicare a questo progetto più tempo ed energie di quanto stia facendo ora. Noi di ITAMA siamo tutte volontarie e il tempo dedicato a questa attività non può fagocitare quello dedicato a lavoro, famiglia, noi stesse.

Così è, almeno per ora, per il futuro si vedrà.

Certo, se nascesse un'associazione gemella, se trovassimo volontarie disposte a prendersi cura dei piccoli al Tempo per le famiglie, se le istituzioni ci venissero incontro, se, se, se... noi potremmo continuare a lavorare a titolo gratuito con più serenità e maggior soddisfazione.

Oggi, giovedì 6 giugno 2013, 6 delle nostre allieve hanno sostenuto l'esame per la Certificazione di Italiano come Lingua Straniera livello A2. Loro erano molto contente, anche se le modalità degli esami è un po' differente da quelli per cui si erano preparati: l'Università per Stranieri di Siena ha modificato i fogli, e pare non ci siano più i quadretti (che angosciavano qualcuna!)

Incrociamo le dita (i risultati arriveranno in autunno, speriamo vada bene come la scorsa volta), ma intanto ci complimentiamo con allieve e maestre per la grande impresa!

La giornata è iniziata alle 7,30, con l'appuntamento per prendere il tram. Con la comitiva anche due piccolini (bravissimi anche loro), che hanno aspettato le mamme insieme a un'amica e alle maestre. L'esame si svolge contemporaneamente in tutto il mondo, e forse questa sua autorevolezza lo rende ancora più difficile per il carico emotivo che comporta. Ci sono poi, per le donne che sono responsabili di una famiglia, le difficoltà organizzative: non è facile trovare chi si prenda cura dei figli per accompagnarli a scuola o ritirarli all'ora abituale. Non è facile trovare chi sostituisca una mamma casalinga per un'intera giornata.

Trovare il tempo per se stesse è difficile per tante donne-mamme, lo è molto di più per chi è immigrata e non ha una famiglia o dei legami che facciano rete intorno. Per questo decidere di sostenere l'esame è già un grande passo, significa credere in se stesse e nelle proprie possibilità tanto da trovare la soluzione per regalarsi una intera giornata per sè.